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MARCO GOZZI
(1759 - 1839)
Il pittore Marco Gozzi nacque a S. Giovanni Bianco il 5 settembre 1759. Dotato di naturali qualità pittoriche divenne presto noto per le vedute paesaggistiche. Sposato nel 1792, andò a vivere in Valtellina ma successivamente si trasferì a Bergamo, nella parrocchia di S. Caterina, dove fece battezzare il 2 gennaio 1799 il figlio Carlo. Visse quindi tra Bergamo e Milano, dove dimorò più volte dal 1810 e dove nella Galleria di Brera espose suoi quadri ed insegnò ricevendone una pensione annua vitalizia confermata dai vari governi succedutisi. Ebbe commissioni pubbliche di opere illustranti luoghi importanti e caratteristici della Lombardia, oltre che di altre regioni, per cui dovette recarsi più volte in Valtellina, a Como, nel bresciano, ad Ancona, Roma e forse Napoli. Divenne tanto famoso come vedutista da essere definito restauratore della pittura paesistica. Nel 1827 fu eletto socio dell’Ateneo di Bergamo e nel 1829 dell’Accademia di Brera. Molte sue opere sono oggi conservate nel Museo Sforzesco e nella Galleria d’Arte Moderna di Milano, nell’Accademia Carrara di Bergamo ed in altre raccolte private. A lui si ispirarono diversi pittori bergamaschi quali Pietro Ronzoni, Luigi Deleidi detto il Nebbia, il Fumagalli ed il Rosa. Attivo fino a tarda età, morì a Bergamo nel 1839. Gli sono attribuiti i due bei quadri alle pareti laterali del secondo altare a sinistra del nostro santuario. L’uno rappresenta l’ingresso nel borgo di S. Caterina di un distaccamento austro-russo che inseguiva truppe francesi il 14 aprile 1799. I soldati vi pernottarono “ma niuno vi soffrì un minimo disturbo”, come dice la didascalia scritta sul quadro. Il fatto che gruppi di soldati abbiano attraversato il borgo senza arrecarvi danni di violenze, ruberie e saccheggi fu considerato miracoloso ed attribuito all’intervento della Madonna Addolorata che si venera nel Santuario e che è dipinta in alto tra nuvole ed angeli. Il quadro è vivissimo nel rappresentare la colonna famosa, il santuario col suo campanile, case con balconi e finestre dalle quali affacciano figure incuriosite ma non spaventate, mentre in primo piano soldati e cavalleggeri sostano e si intrattengono con alcuni borghigiani. L’altro dipinto, appeso alla parete di fronte, un ex-voto rappresentante un avvenimento ugualmente miracoloso, il passaggio di truppe francesi ed alemanne nel 1705 durante la guerra di successione spagnola, ricorda l’episodio straordinario di soldatesche straniere, anche se non nemiche, che passano per una città senza arrecare danni. Anche in questo quadro si vede la Madonna Addolorata che protegge dall’alto i suoi devoti. L’autore fu molto probabilmente testimone diretto nel primo caso del 1799, mentre dovette affidarsi alla memoria storica ed alla fantasia per il secondo. Tuttavia anche in questo dipinto vi è molta vivacità, sicura padronanza della prospettiva ed abilità descrittiva. Le due opere, oltre a documentare fatti sicuramente straordinari, sono una bella testimonianza della vita e dell’aspetto del nostro borgo all’inizio ed alla fine del secolo XVIII.
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