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MARCANTONIO CESAREO (1600 - 1666) Di
Marcantonio Cesareo vi sono notizie piuttosto scarse, dovute prevalentemente
a Francesco Maria Tassi, scrittore d’arte del secolo XVIII. Ebbe
a maestro Enea Salmeggia , il Talpino, anche suo stretto parente. Secondo
il biografo ebbe tre mogli e dalla seconda nacque il figlio Giuseppe.
Fu un fecondo autore di quadri di soggetto religioso. Sue opere, datate
tra il 1631 e il 1660, sono conservate in varie chiese della bergamasca.
Molte di esse sono chiaramente ispirate al suo maestro Salmeggia, ed
alcune sono di dubbia attribuzione, oscillante appunto tra il Cesareo
e il Talpino. Almeno una ventina sono sparse tra Almè, Bottanuco,
Brembate, Casnigo, Mariano al Brembo, Mezzoldo, Rosciano, Presezzo, Rosciate
e Villa d’Almè. Altre si trovano in chiese di Bergamo: S.
Alessandro in Colonna, Santa Grata inter vites, S. Pancrazio, monastero
di Astino, oltre ad una nel Seminario Vescovile ed altre in collezioni
private. Nella nostra parrocchiale abbiamo una grande e importante tela,
firmata e datata 1651, che rappresenta la Madonna in gloria col Bambino
e i santi Alessandro, Nicolò, Caterina d’Alessandria, Antonio
da Padova, Francesco d’Assisi ed altro santo. Si trova sopra la
parete di ingresso ed ha la rispettabile dimensione di cm. 300 per 420.
Nella chiesa dei Celestini vi è un’altra grande pala di
cm. 450 per 320, firmata e datata 1660, rappresentante la Vergine col
Bambino e angeli in gloria ed i santi Celestino papa, Nicola da Bari
e due santi vescovi. Altra opera di sua sicura attribuzione, dopo che
per molto tempo era stata considerata del Salmeggia, è la figura
dell’Eterno Padre sopra la pala dell’altare maggiore del
Santuario. I giudizi critici si rifanno in genere al Tassi che scrive: ”riuscì uno
dei più bravi discepoli di Enea Salmeggia. Sotto di lui apprese
certa maniera di disegnare e forza di colore, che a prima veduta alcune
sue opere sono state credute di quel sublime Maestro, benché siavi
in realtà notabile differenza”. La data della morte sarebbe
da fissarsi nel 1666, anche se altri indicano il 1660.
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