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IL CARDINALE GUGLIELMO LONGO
(1240 - 1319)
Tra il XIII e il XIV secolo, cioè fra il Duecento e il Trecento, visse uno dei personaggi bergamaschi più autorevoli e famosi nella storia della Chiesa. Guglielmo Longo o Longhi, era nato ad Adrara S. Martino dalla nobile, potente e ricca famiglia De Longis, ricordata pure come Alessandri, della quale fecero parte anche alti prelati illustri al loro tempo. Nato nel 1240 studiò all’università di Padova dove conseguì la laurea in utroque iure, cioè nel diritto civile e canonico, e quindi a Parigi. Addetto alla Curia romana con il papa Clemente V nel 1265, passò nel l270 a Napoli al servizio del re Carlo I d’Angiò che lo nominò suo consigliere e gran cancelliere del regno, carica che esercitò anche col successore Carlo II. Nel 1294 il nuovo papa Celestino V, Pietro da Morrone, lo nominò cardinale col titolo di S. Nicola in carcere Tulliano. Come tale fu al servizio di cinque papi dai quali ebbe affidati importantissimi e delicati incarichi che svolse e portò a felice conclusione con la sua eccezionale dottrina e abilità diplomatica. Nel 1305 seguì la corte pontificia ad Avignone dove visse fino alla morte, nel 1319, continuando ad agire a favore e per incarico della curia papale. Tra gli altri compiti di grande responsabilità, ebbe nel 1318, dal papa Giovanni XXII, l’ufficio di raccogliere informazioni per la canonizzazione di Tommaso d’Aquino, che avvenne poi nel 1327, senza perciò che il cardinale potesse avere la gioia di vedere coronato il suo lavoro. Tra i vari documenti della sua dottrina spiccano il Libro Sesto delle Decretali e la Collectio Clementina, che egli compose e diresse e che restarono in vigore fino al 1917 quando fu promulgato il nuovo Codex dal papa Benedetto XV. Attivo e generoso fu il suo impegno in favore di opere religiose e di carità, come la ricostruzione della chiesa e del chiostro dell’abbazia di Pontida, la fondazione dell’ospedale di S. Spirito e la costruzione della cappella della chiesa di S. Francesco, dove volle poi essere sepolto. Ma ciò che più interessa di lui per il nostro borgo è la fondazione su alcune sue terre del vico di Plorzano, ora borgo di S. Caterina, della chiesa e monastero di S. Nicolò, consacrati, alla sua presenza, nel 1311 dal vescovo di Bergamo Cipriano Alessandri. Vi si stabilirono i frati Celestini dell’ordine fondato nel 1264 da Pietro da Morrone, prima di essere papa Celestino V. La tomba e il mausoleo del cardinal Longo, opera di Ugo da Campione, rimasti nella chiesa di S. Francesco fino ai primi dell’800, quando la chiesa fu soppressa dalle armate napoleoniche, furono trasportati nella basilica di S. Maria Maggiore in città alta, dove una lapide posta dal Consiglio Comunale nel 1868 ricorda l’avvenimento e tramanda alla memoria la nobiltà, la vastità della dottrina, l’eminenza del grado e la generosità del cardinal Longo. Una via del borgo è a lui intitolata.
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