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GIUSEPPE CESAREO (1630 - 1698) Figlio
del pittore Marcantonio, anche Giuseppe Cesareo, nato da una seconda
moglie del padre il 16 dicembre del 1630, come risulta dai registri parrocchiali,
visse nel borgo di S. Caterina seguendo le orme paterne nell’arte
pittorica. Di lui, come della famiglia, piuttosto scarse sono le notizie
relative alla vita.
Restano molte opere, tutte di carattere religioso, esistenti in almeno
una quindicina di chiese e conventi di Bergamo ed in più di dieci
nella provincia, oltre a poche altre tele presso collezioni private.
I temi delle opere si ripetono e riguardano episodi del Vangelo relativi
alla vita, ai miracoli e alla passione di Cristo, alla Vergine col Bambino,
come Madonna del Rosario, in Sacre Conversazioni con Santi, con S. Anna
e S. Gioacchino, nello Sposalizio. Alcuni santi sono più volte
rappresentati, come S. Caterina d’Alessandria, S. Antonio da Padova,
S. Nicola, i martiri Fermo e Rustico, S. Bernardino e S. Alessandro.
La sua attività durò dal 1658 al 1698, data della morte,
come si rileva dalla maggior parte delle opere firmate e datate. Esistono
anche diversi quadri la cui attribuzione resta incerta.
La critica lo ritiene inferiore al padre e seguace dei modi del Talpino.
Il Tassi afferma che: “istradato dal padre al disegno, riuscì di
qualche lode”. Lo dice tuttavia: “affaticato con esito poco
felice nell’imitare o nel copiare il Salmeggia”. Negli ultimi
anni il suo stile si allontanò alquanto dal maestro subendo invece
la probabile influenza del pittore romano Ciro Ferri che nel 1665 era
stato chiamato, con altri artisti, per la decorazione pittorica di S.
Maria Maggiore in Bergamo.
Di Giuseppe Cesareo esistono nella nostra parrocchia tre belle, grandi
tele dedicate a S. Caterina: una di cm. 190 x 145, datata 1658, illustra
la Decollazione della santa, una seconda, di cm. 190x145, datata 1658,
presenta S. Caterina sottoposta al supplizio della ruota, ed una terza,
nella sala Bardoni, di cm. 116x110, è dedicata alle Nozze mistiche
della santa.
Se il valore puramente artistico non si può considerare eccellente,
queste opere tuttavia, come tante altre, hanno illustrato per secoli
la Biblia Pauperum, aiutando e sostenendo la fede semplice ma genuina
degli abitanti del nostro borgo.
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