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GIACOMO CARRARA (1714 - 1796) Il
conte Giacomo Carrara nacque a Bergamo nel 1714 da un’antica famiglia
originaria di Serina. Battezzato il 9 giugno 1714 nella parrocchia di
S. Alessandro della Croce col nome di Giovanni Giacomo, chiamato poi
sempre solo Giacomo, era figlio primogenito del conte Carlo Antonio e
di Maria Giacinta Rillosi. Giacomo ed il fratello minore Francesco iniziarono
gli studi presso il cittadino Collegio della Misericordia, gestito allora
dai Gesuiti. Nel 1737 Francesco si trasferì a Roma proseguendo
gli studi presso il Collegio Ceresoli, avviandosi alla carriera ecclesiastica
e divenendo poi prelato della Fabbrica di S. Pietro nel gennaio del 1756.
Fin da giovane Giacomo si era dedicato allo studio dell’arte e
della cultura artistica e letteraria e fino al 1755 la sua vita trascorse
senza avvenimenti di particolare rilievo nella quotidiana applicazione
allo studio ed a una attività indirizzata alla conservazione e
valorizzazione del patrimonio della città. Una decisa svolta alla
sua vita avvenne con la morte del padre nel febbraio del 1755. Erede
col fratello di un cospicuo patrimonio, poté soddisfare le sue
ambizioni di collezionista con l’acquisto di libri, disegni, medaglie
e dipinti. Nel gennaio del 1758 fece un viaggio a Roma dove era atteso
dal fratello che vi godeva di una posizione di riguardo nell’ambiente
ecclesiastico e culturale. Nel l759 poté sposare la cugina Marianna
Passi, dopo aver ottenuto la dispensa dalla Sacra Rota, necessaria per
i matrimoni tra consanguinei. Non ebbe però eredi poiché un
figlio Carlo, nato nel 1761, morì in tenera età. Nel corso
degli anni il Carrara andò sempre più dedicandosi alla
frequentazione di famose gallerie, delle botteghe dei pittori ed allo
studio sistematico delle testimonianze pittoriche nelle chiese e nei
palazzi, conseguendo quindi una personale e preziosa esperienza ed accrescendo
notevolmente l’entità delle sue collezioni. Decise così di
dare una collocazione degna al pregevole numero di quadri ed altri oggetti
preziosi attinenti alle belle arti, e di costituire una scuola di pittura
oltre ad una galleria dove esporre le sue collezioni all’ammirazione
pubblica. Perciò, non bastando le case nel borgo di S. Antonio,
di Ranica e in Borgo Palazzo, nel 1766 comperò un corpo di case
nel borgo di S. Tomaso, per fondarvi la scuola di pittura e collocarvi
la sua ormai ricca quadreria. Affidò all’architetto Costantino
Gallizioli la costruzione dell’edificio secondo i dettami dell’arte
neoclassica. In una lettera del 28 gennaio 1784 il Carrara scriveva all’abate
Serassi: “La fabbrica della mia galleria, che credo non scomparirebbe
in Roma, è composta di undici sale per collocarvi li quadri senza
altre diciannove stanze o venti che debbono servire per il custode, e
per riporvi li marmi, busti antichi che ho comperato a Venezia”.
Il 20 aprile 1796 il conte moriva e lasciava per testamento come erede
universale la Galleria e la Scuola di Disegno, affidandone la direzione
ad una Commissarìa composta da Don Girolamo Adelasio, presidente,
dalla vedova Marianna Passi Carrara e da altre tre personalità della
cultura bergamasca, col compito anche di esser gli esecutori testamentari
impegnati a garantire il futuro dell’istituzione. Il bel palazzo,
posto nella piazza dedicata al fondatore Giacomo Carrara, facente parte
del territorio della nostra parrocchia, continuò per tutto il
secolo XIX e XX ad ospitare la Scuola d’Arte e la Galleria che
andò arricchendosi nel tempo con altre donazioni, costituendo
un prezioso e prestigioso patrimonio della nostra città. Dalla
Scuola di Disegno uscì una numerosa schiera di artisti che onorarono
con le loro opere l’arte e la nostra Bergamo.
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