|
FERDINANDO CRIVELLI (1810 – 1855) L’architetto
Ferdinando Crivelli, nato il 16 giugno 1810 nel Borgo di S. Caterina,
dove viveva la famiglia, fu battezzato nella chiesa parrocchiale il 10
luglio. Il padre Carlo Antonio, detto “svizzero”, perché nato
forse in una frazione vicino a Mendrisio in Svizzera, era capomastro
ed impresario appaltatore. Rimasto vedovo pochi giorni dopo la nascita
del piccolo Ferdinando, si risposò nel 1815, ebbe una numerosa
prole e morì nel 1838. Sue sarebbero alcune opere, quali la barriera
delle Grazie ed il ponte sul fiume Brembo a Ponte San Pietro, poi erroneamente
attribuite al figlio. Ferdinando fu allievo dal 1823 dell’Accademia
Carrara, alla Scuola di Architettura ed Ornato, diretta da Giacomo Bianconi.
Dal 1832 al 1835 frequentò la Scuola di Architettura dell’Accademia
di Belle Arti di Brera a Milano, dove si distinse vincendo alcuni premi.
Dopo un praticantato presso l’ingegnere Giovanni Pegoretti dal
1835 al 1837, ottenne l’abilitazione alla professione. Nonostante
un’intensa attività artistica e professionale, sentiva l’urgenza
di ampliare la propria cultura, tanto che all’età di trentatré anni
riprese gli studi frequentando le classi del ginnasio e del liceo e successivamente
la facoltà di matematica dell’Università di Pavia
dove conseguì il diploma di perito agrimensore nel 1849. Per esercitare
questa professione dovette quindi fare un periodo di praticantato presso
l’ingegner Pagnoncelli e nel 1851 conseguì l’abilitazione
alla libera professione di perito agrimensore. Per questa poliedrica
personalità, oltre che per l’intensa attività artistica,
fu eletto socio dell’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo
il 9 luglio 1846. Morì ancor giovane il 5 aprile 1855, poco dopo
essersi sposato. Ferdinando Crivelli è soprattutto noto per le
sue opere di architettura ispirate ai modelli neoclassici, ed in particolare
a Vitruvio ed al Palladio. Al nuovo ospedale di Romano di Lombardia,
progettato fin dal 1837, seguì il Palazzo Serassi, per la committenza
della celebre famiglia di organari. Progettato e realizzato tra il 1837
ed il 1846 sulla nuova strada Ferdinandea nelle vicinanze della Porta
di Sant’Agostino, il palazzo era dedicato alla fabbrica di organi.
Più tardi prese il nome di Palazzo Stampa. Ancora tra il 1837
ed il 1847 il Crivelli costruì la chiesa di S. Andrea, poco sopra
la Porta di S. Agostino. Altre opere minori sono un progetto dell’altare
maggiore della parrocchiale di Villasola, realizzato però e modificato
da Angelo Cattò nel 1841 ed un altare laterale dell’Immacolata
Concezione nella chiesa parrocchiale di Adrara S. Martino, del 1844.
L’opera ritenuta il suo capolavoro è la fabbrica del nuovo
edificio per l’Imperial Regio Ginnasio Liceale di città alta,
ora Liceo Sarpi. Nel 1839 il Crivelli fu incaricato di predisporre il
progetto utilizzando l’area dell’ex monastero di Santa Maria
di Rosate. Approvato nel 1842 ebbe esecuzione tra il 1845 e il 1850 e
completato nel 1852, superando molte difficoltà strutturali dovute
anche alla irregolarità dell’area. Il Pinetti lo definì “Costruzione
veramente superba e di classica nobiltà”. Altre opere sue
furono il progetto di ristrutturazione ed ampliamento del palazzo Ghidini
a Ghisalba, del 1853, e la ricostruzione della cupola del Duomo di Bergamo,
realizzata tra il 1851 e il 1853. Di interesse nostro locale del Borgo
di S. Caterina è un incarico avuto dalla fabbriceria della parrocchia
per il “ristauro” del Santuario. Alcuni disegni suoi, relativi
a due successivi progetti di ampliamento del 1841 e 1842, sono tuttora
conservati nell’archivio parrocchiale. Non furono tuttavia realizzati
ma servirono di ispirazione e di modello per i lavori che solo più tardi
furono effettuati al Santuario.
|
||||||||||||
| staff - mail | © 2002 - 2010 | ||||||||||||