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ALESSANDRO LANFRANCHI (1662 - 1730) Nato
nel borgo di S. Caterina il 3 luglio 1662, come risulta dalle carte d’archivio
della parrocchia, Alessandro Lanfranchi fu tenuto a battesimo dal pittore
Giuseppe Cesareo, che fu anche il suo primo maestro. Ancor giovane, ritenendo
di poter più utilmente addestrarsi con altri più esperti
artisti, si recò a Roma dove, sotto la guida di un valente maestro,
si perfezionò nel disegno e nel colorito. Tuttavia fu a Venezia,
dove si recò poco dopo, che maturò la sua personalità di
artista studiando ed ammirando i grandi pittori veneti e soprattutto
Paolo Veronese che rimase il suo modello costante. Nel 1687 tornò a
Bergamo dove dipinse tele di soggetto sacro per varie chiese ed affreschi
in case nobiliari della città. E’ infatti del 1695 il bel
quadro, di cm. 200 per 100, dedicato alla “Madonna in attesa” dipinto
per la parrocchiale di S. Caterina ed ora conservato nella sagrestia
grande. Verso la fine del secolo fece ritorno a Venezia, ospite di ricchi
ed eminenti cittadini, tra i quali Francesco Bonlini e Melchiorre Fontana,
e nella casa di quest’ultimo visse fino alla morte, sempre benvoluto.
Con affreschi di carattere mitologico, oltre che sacro, illustrò molti
palazzi nobiliari. Attivo fino a tarda età, morì per grave
malattia il 5 febbraio 1730 nella casa ospitale del Fontana. Oltre alle
sue non moltissime opere sparse tra Venezia e Bergamo, alcune si trovano
anche nel Museo di Varsavia. Viene descritto come piccolo di statura,
vivace, lesto, allegro e generoso, per cui era molto amato ed apprezzato.
Chiamato, per la sua bontà, Angelo della Pace, vestiva da abate
e fu anche detto Abate Saetta perché era stato colpito da un fulmine
mentre stava affrescando una stanza, rimanendo tramortito ma incolume.
Delle sue opere la critica rileva la maestrìa nel disegno, nell’invenzione
e nel colorito, la sontuosità degli abbigliamenti e la nobiltà delle
architetture, che si ispirano al grande Veronese. Di lui, come già detto,
esiste nella nostra parrocchia la bella tela della “Madonna in
attesa”. Un’altra opera rappresentante la “Vergine
con Santa Caterina e altri Santi” sarebbe stata dipinta ancora
per la nostra chiesa parrocchiale, ma ora sembra perduta. Ad Alessandro
Lanfranchi è intitolata una breve via trasversale alla via Crescenzi.
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