Casella di testo: In un momento importante come quello del Sinodo della nostra Chiesa, ci sembra importante condividere tra preti e catechisti alcuni criteri per la  lettura  della Bibbia e per la sua interpretazione. Sono molte infatti le questioni che emergono oggi di fronte alla Scrittura: cosa significa che Dio parla? In che senso la Bibbia è la parola di Dio e la parola dell’uomo? Cosa significa che la Bibbia è ispirata? Come accettare certe pagine oscure e contraddittorie? Come leggere oggi questa biblioteca e interpretarla? E infine quale è il suo contenuto?
Sono domande pungenti che l’uomo d’oggi si sta facendo e che si fanno anche dentro le nostre comunità e in noi stessi. 
Il confronto su tali questioni è urgente proprio tra le  parrocchie della città, come all’inizio del Cristianesimo, quando le diverse comunità sorte in contesti distanti sentirono il bisogno di condividere la loro fede, di scambiarsi le diverse esperienze per determinare un nucleo comune e condiviso. Nacquero così le Lettere e i Vangeli, le preghiere eucaristiche, i calendari liturgici più o meno condivisi ma soprattutto crebbe l’urgenza di stabilire quanti e quali libri costituissero il riferimento normativo della fede: è il problema del canone della Bibbia. 
La nostra Bibbia  composta da 73 libri costituisce il risultato di un confronto e anche di una differenziazione che hanno coinvolto le comunità cristiane per secoli. 
Il processo di nascita del Cristianesimo ha richiesto secoli ( i primi Concili della chiesa e i sinodi ne sono una conferma).
Casella di testo:  La natura storica di questo percorso di scoperta è coerente con il principio fondamentale della fede ebraica prima, e cristiana poi, cioè che la rivelazione di Dio avviene nella storia, suscitando l’uomo come interprete autorevole del segreto che viene rivelato e la cui comprensione non è mai del tutto esaurita. 
Tale interpretazione nasce da un evento storico che interpella l’uomo circa il senso della vita e della storia. L’esperienza della ricerca conduce l’uomo al confronto dentro la comunità dei credenti chiamati a verificare il valore di tale esperienza.
Abbiamo intitolato questo percorso
“Entrare nella Bibbia” 
perché non faremo discorsi astratti ma vorremmo entrare nel cuore della “grande Biblioteca”, alla ricerca del volto di Dio nella sua rivelazione, comprendendo  oggi come Dio parla, attraverso quello che l’uomo ha capito.
 Vogliamo accostarci umilmente, senza la pretesa di esaurire o capire tutto, ma con la semplicità di chi trova dentro il Libro una casa ospitale, in cui riposare e ricevere forza per il viaggio. Nella Bibbia si entra per uscire trasformati nel nostro cammino. Certo dovremo assumerci la responsabilità di uno scambio che dovrà, da un lato, condividere i criteri di interpretazione ma, dall’altra, dovrà provare –rischiando- a dire che cosa Dio sta  dicendo all’uomo.

Casella di testo:                  “ ENTRARE NELLA BIBBIA ”