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ORATORIO COMUNITA' EDUCATIVA

NATURA, FINALITA', OBBIETTIVI E METODO DELL'ORATORIO:

1 - Natura:

Come anticipato in precedenza. attraverso e per merito dell'Oratorio la comunità parrocchiale esprime la sua passione educativa per le nuove generazioni che, in questo tempo vivono o deboli appartenenze alla comunità parrocchiale, o una sofferta ricerca di fede o una lontananza di fatto dalla esperienza ecclesiale.
L'Oratorio diventa quindi il luogo dell'accoglienza di tutti coloro che, ancora nell’ età evolutiva, trovano in esso un ambiente di socializzazione, di confronto, di esperienza di valori.
Esso incarna, così, un aspetto della missionarietà della Chiesa. L'appartenenza all'Oratorio è tendenzialmente ampia e diversificata, per non spegnere, con preclusioni rigide, la fiamma tremolante e per non mortificare lo Spirito che va ben oltre alle idee e ai processi umani.
Non esiste un unico modello di cristiano, ne un unico modo per incontrare Cristo: nella misura del possibile, nessuna capacità o dono, nessuna disponibilità, anche se germinale, devono essere spenti. Questa intenzione si traduce concretamente nella volontà di proporre (salvaguardando come prioritario ciò che è specifici ed essenziale) una vasta gamma di attività, esperienze, modi di partecipare che esaltino la ricchezza della diversità e rispondano a varie esigenze e diversificate capacita di adesione.
Senza dimenticare che il proprio di una comunità ecclesiale è la dimensione religiosa, è opportuno però anche affermare che qualsiasi realtà che costituisce ed arricchisce l’ uomo, costituisce ed arricchisce il cristiano, un uomo incarnato nel suo ambiente, ma progettato secondo il Vangelo.
L'Oratorio propone un’ immagine esemplare, concreta di giovane che, nella pienezza delle sue doti umane, si disponga all'impegno per Dio e per i fratelli.
Il destinatario dell'azione educativa globale e di ogni attività dell'Oratorio è tutto l'uomo.
Questo non significa che l'Oratorio voglia tendenzialmente avocare a sé ogni funzione educativa o divenire l'ambiente esclusivo della formazione (sia pure cristiana).
L'Oratorio, però ha un interesse intenzionalmente globale verso la persona.
In primo luogo, ogni intervento, ogni esperienza ed ogni rapporto al suo interno hanno di mira "tutta la persona" non si intende, infatti, strumentalizzare nessuno in nome di una ideologia o di un'antropologia parziale, bensì accogliere l'uomo, incarnato nel proprio ambiente, carico della propria umanità, dei propri problemi e desideri, come del resto faceva Gesù.
Ancora, l'Oratorio promuove iniziative educative che arricchiscano l'umanità di ognuno, sia gestendola direttamente che sollecitandola ed appoggiandola, anche con la propria presenza collaborativa, sul territorio.

2 - Finalità

Le molteplici attività dell'Oratorio hanno come scopo di educare il giovane secondo l’ antropologia del Vangelo, avendo come modello esemplare la figura di Gesù Cristo, uomo nuovo, perché è nel mistero di Cristo che trova vera luce il mistero dell'uomo. Questo processo educativo non ha carattere manipolatorio ed il suo esito non è automatico ma è un evento che si compie in un rapporto di libertà; "... il cristianesimo (infatti) per intrinseca vocazione, mira a proteggere, fortificare, promuovere la libertà della persona, indispensabile condizione della sua crescita nella grazia; e nella libertà racchiude e promuove, come nel loro vortice, tutti i valori umani che sono ordinati a costruirla" (Rinnovamento della catechesi 92).
Le iniziative dell'Oratorio intendono arricchire l’umanità di ognuno, liberare dai condizionamenti deleteri, favorire il sorgere della domanda sul senso della vita, proporre la Buona Novella con l'annuncio esplicito e la testimonianza della comunità dei cristiani. Tutto questo, però, deve ritenersi in qualche modo propedeutico, in quanto si ferma alle soglie di due libertà: la libertà dello Spirito che, solo, configura il cristiano a Gesù Cristo e la libertà dell'adesione personale di ognuno alla presenza interpellante del Signore.
Questo cammino educativo non è anonimo ma avviene all'interno di una comunità cristiana (quella parrocchiale) che già esprime nella sua vita (liturgia e carità) quanto annuncia, svelando al mondo con fedeltà, anche se non perfettamente, il mistero di Dio.
Stanti la centralità della persona umana e la natura relazionale della stessa, la finalità educativa dell'Oratorio si declina a due livelli complementari e profondamente solidali tra loro: il livello dell’identità personale: il soggetto viene aiutato a "scoprire" la propria identità (conoscere se stesso, sviluppare le proprie doti, accettare i propri limiti coltivare i desideri ... ), all'interno della quale è già inserita la sua vocazione ed insieme ad integrare in modo più profondo fede e vita; il livello della ministerialità-missionarietà secondo i doni dello Spirito, indica che ognuno ha nella Chiesa e nel mondo la sua chiamata. Tale vocazione coincide con la personale e specifica conformazione a Cristo, attuata da ognuno.
L'azione educativa dell'Oratorio ha come finalità primaria quella di rendere consapevole il soggetto del suo posto nella storia per la costruzione del Regno.
E' questo uno dei servizi più delicati e preziosi da prestarsi ai ragazzi piccoli e grandi.

3 - Obbiettivi

Gli interventi, le attività, le proposte dell'Oratorio sono molteplici e perché questo non si traduca in un attivismo caotico, frammentario e spontaneistico, è necessaria un attenta programmazione e verifica.
Ogni attività educativa si struttura secondo delle mete da raggiungere anche se non sempre potrà essere immediato avere risultati verificabili. La riconduzione delle attività ad alcuni obiettivi offre dei criteri di scelta e valutazione delle priorità, evidenzia le eventuali lacune, aiuta a correggere errori di prospettiva e ad orientare meglio le energie. In altre parole, una programmazione secondo gli obiettivi impegna l’equipe educativa in una analisi approfondita della situazione di partenza, in un confronto dialettico con il contesto culturale e sociale, coi valori e comportamenti dominanti e in una consapevole e rinnovata scoperta ed espressione del significato e delle modalità, della propria appartenenza alla Chiesa. L'opera educativa deve partire dalla presa di coscienza da parte della comunità educativa, del proprio ruolo, del contenuto che vuole trasmettere, dei destinatari: in ciò consiste il dinamismo e la perenne apertura dell’azione educativa.
Le proposte dell'Oratorio intendono promuovere la persona, secondo le sue dimensioni fondamentali la sfera della cognitività, la sfera della interiorità/affettività, la sfera dei comportamenti. Quindi tutte le attività singolarmente e nel loro insieme, intendono far maturare la persona nella acquisizione di conoscenze, nell'interiorizzazione di atteggiamenti e nella produzione di comportamenti, stabiliti in base all'età e alla maturità della persona, alle tappe dell'iniziazione già percorse, al cammino indicato dal progetto catechistico.
Una sintesi di questi aspetti è opera peculiare di mediazione di tutti quelli che educano. Gli obiettivi vanno ulteriormente rapportati, in sede operativa, ad ogni singola persona, con un'attenzione particolare alla sua situazione e alle sue esigenze e possibilità.

4 - Metodo

L’Oratorio vive di questi tre irrinunciabili e caratteristici momenti: la convocazione, l’accoglienza e la proposta.
La convocazione:
E’ la capacità di aggregare solo in termini positivi.
L’accoglienza:
E’ far sentire a proprio agio colui che è convocato, trova nel dialogo personale il suo vertice, riconosce ed evidenzia a priori l’importanza e la preziosità dell’altro ma non è fatta solo di questo, poiché il dialogo è preparato da un clima generale di disponibilità, simpatia, attenzione. Accogliere è fare spazio e accompagnare discretamente colui che viene affinché trovi nell’Oratorio il suo spazio e la possibilità di essere attivo.
La proposta:
E’ la persona di Gesù: presente e vivo nella Chiesa. Infatti non si tratta solo di far conoscere una teoria, ma di promuovere le condizioni per un incontro che cambia la vita, un incontro che coinvolge tutte le dimensioni dell’uomo.
In base a quanto detto finora, risultano evidenti alcune indicazioni di metodo che intendono caratterizzare lo stile educativo dell'Oratorio.
La centralità della persona umana si traduce in uno stile che privilegia il rapporto personale come via educativa. Oltre al fatto che gli animatori delle attività e gli educatori ai vari livelli si devono continuamente educare a porre l'individuo con la sua libertà e la sua irreperibilità al centro del loro interesse e al di sopra di qualsiasi metodologia, l'attenzione alla persona si esprime anche nella scelta prioritaria del gruppo come dimensione favorevole alla crescita dell'esperienza di fede individuale.
La strada che l’Oratorio persegue non e primariamente quella delle proposte standardizzate ed anonime, bensì quella della promozione di gruppi i cui membri guidati e sostenuti da uno o più animatori, vivano insieme un cammino che li abiliti, poi, ad essere protagonisti nella Chiesa per il mondo.
L'Oratorio, per essere proposta di esperienza comunitaria concreta, è strutturalmente articolato e prevede una pluralità di presenze educative: sacerdoti e laici, adulti e giovani, uomini e donne.
Questa pluralità è fonte di ricchezza, testimonianza della varietà delle membra nell'unità del corpo, esemplificazione del carattere universale del popolo di Dio e, insieme, della sua ministerialità; la collaborazione fra le varie componenti, il loro reciproco integrarsi e valorizzarsi sono fonte di fecondità educativa.
Molteplici sono anche le proposte: l'oratorio non è solo il luogo della catechesi anche se questo è un impegno primario ed essenziale, assolutamente irrinunciabile, e della iniziazione alla vita liturgica e spirituale, ma la sua funzione educativa prevede a pieno titolo anche attività ludiche, artistiche, ricreative, sportive in genere, dirette alla animazione del tempo libero.
In questo modo l'Oratorio concretizza la sua tendenziale apertura a tutto l'uomo (non considerando estraneo a se tutto ciò che promuove il soggetto in età evolutiva) ed a tutti gli uomini (prevedendo diversi livelli di appartenenza e di fruizione delle sue attività, in relazione alla maturità raggiunta da ognuno). La molteplicità delle proposte e degli interventi si manifesta anche nella varietà delle associazioni a gruppi giovanili sia per il servizio stesso che prestano a livello parrocchiale, sia per il loro essere concreta espressione, secondo un carisma specifico, della vita cristiana.

I SOGGETTI:

La Comunità Educativa dell’Oratorio è l’insieme di tutti coloro che si impegnano, a diversi livelli e con compiti diversi, a realizzare il Progetto Educativo dell’Oratorio.
Ogni collaboratore vive la sua presenza in Oratorio con atteggiamento di servizio e di disponibilità; in quanto condivide magari a livelli e con sfumature diverse, lo stesso ideale di servizio educativo, cerca e promuove l’unità e l’armonia tra tutti coloro che si dedicano all’animazione e alla gestione dell’Oratorio.

1 .- LA PARROCCHIA

a - L’Oratorio è parte integrante della Parrocchia e di essa costituisce un’espressione fondamentale.
b - La partecipazione alla vita dell’Oratorio è il modo fondamentale con cui ragazzi, adolescenti e giovani sono       inseriti nella Parrocchia: essi, in quanto vivono nell’Oratorio e partecipano alle sue attività, sono parte di       essa. Per molti di loro, l’Oratorio rimane addirittura l’unico punto di contatto con la realtà parrocchiale.
c - In quanto educa alla vita di fede e alla partecipazione responsabile, l’Oratorio prepara i futuri membri attivi       della Comunità parrocchiale, anche se non ritiene questo l’unico ed esclusivo spazio e tempo di azione e       restituzione, l’oratorio più in ampio vuole educare alla vita.
d - Vista la sua funzione di "vivaio" della Parrocchia, l’Oratorio deve essere oggetto di particolare cura,        investimento a tutti i livelli ed attenzione da parte di essa.
       Di quest’attenzione si fa particolarmente carico il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP)
e - La presenza del sacerdote responsabile, degli adulti e degli animatori dell’Oratorio nel Consiglio Pastorale       Parrocchiale, garantisce il collegamento tra quest’ultimo e l’Oratorio stesso.
f - Il Consiglio Pastorale Parrocchiale fornisce eventuali indicazioni o proposte ai responsabili dell’Oratorio; cura      che l’azione educativa dell’Oratorio si inserisca nella più vasta azione pastorale della Parrocchia.

2. - IL PARROCO

a - In quanto responsabile primo, a nome del Vescovo, di tutta la Parrocchia, il Parroco è il punto di riferimento       principale anche dell’Oratorio. Nell’adempimento delle sue responsabilità, si avvale della collaborazione del       direttore dell’Oratorio, al quale spetta il compito di agire concordando con lui scelte e iniziative, sulle quali lo       tiene costantemente informato.

3. - SACERDOTE RESPONSABILE (DIRETTORE)

a - Suo ruolo primario è l’animazione e il coordinamento della Comunità Educativa dell’Oratorio, secondo il        modello la tradizione, e la lettura della realtà che da sempre caratterizzano il suo ruolo.
b - Con i collaboratori si mostra disponibile nell’ascoltare esigenze, idee e proposte. Da parte dei collaboratori        va tenuto un atteggiamento consapevole delle sue responsabilità e di accettazione del suo ruolo, anche        quando non si condividessero alcune sue scelte.
       Il direttore usa particolare attenzione per la formazione degli animatori.
c – E’ sua responsabilità il collegamento e la collaborazione con le varie forze operanti per l’educazione dei        ragazzi e dei giovani nel Territorio.
d - Ha il compito di presenza e di sensibilizzazione nel Consiglio Pastorale .A lui tocca far sentire l’Oratorio        come un’attuazione della comunità cristiana e aiutarne l’inserimento nella     programmazione parrocchiale.

4. - ANIMATORI

a - Si ritengono animatori: i responsabili di gruppi, i catechisti, i coordinatori di servizi e programmi, i responsabili       delle varie attività culturali, ricreative, ecc.
b - Essi svolgono il loro servizio in stretta collaborazione con il direttore dell’Oratorio, con il quale concordano       iniziative, discutono di eventuali problemi e intrattengono un rapporto personale di fiducia e di stima. Essi per       primi devono vedere nel direttore dell’Oratorio innanzitutto il sacerdote, a cui chiedere, prima di ogni altra             cosa, la Parola di vita e la Grazia dei Sacramenti.
c - Nessun animatore compie la sua opera senza collegarsi a quella della Comunità Educativa di cui è parte.             Oltre al direttore dell’Oratorio, suo punto di riferimento è perciò il Consiglio dell’Oratorio.
d - Caratteristiche dell’animatore di Oratorio:

1.- un atteggiamento costante di conversione, per mettersi in ascolto della persona e a
servizio della sua crescita
2.- un atteggiamento di condivisione della vita delle persone a lui affidate e uno spirito di
dedizione; esse si esprimono attraverso la conoscenza, la disponibilità, la solidarietà, l’accettazione di tutti coloro che gli sono affidati
3.- una precisa — per quanto possibile — qualificazione nel suo ruolo specifico, per una conduzione seria ed educativa delle varie esperienze
4.- un compito di responsabilità "minuta" nel condurre l’attività quotidiana della vita oratoriana (funzionamento e adeguamento dei locali, ecc.)
5.- impegno nello stimolare la partecipazione dei ragazzi e dei giovani alla vita dell’Oratorio, coinvolgendoli nelle varie attività.
6.- al di sopra di tutto, l’animatore deve curare la propria formazione cristiana e trovare, nella sua giornata, spazi di preghiera e riflessione. Con ciò egli testimonia che il servizio di cui si fa carico è espressione del suo personale rapporto con Cristo e da esso trae alimento e motivazione; ciò gli permetterà altresì di vivere con sempre maggior coerenza sia il suo servizio educativo, sia la sua vita personale.
In essa deve comunque sentirsi sempre di esempio nei confronti di tutti, specialmente dei ragazzi e dei giovani, sia nei momenti strettamente legati alla sua opera educativa sia in tutte le altre circostanze. Egli è il primo ad assumere, sia in Oratorio che fuori, un comportamento ed un linguaggio conformi alla natura e alle finalità educative dell’Oratorio.
In breve un animatore è animatore sempre.

5. - GENITORI

a - La testimonianza e l’inserimento dei genitori nell’Oratorio sono necessari per la ricchezza dell’esperienza e per la loro primaria responsabilità educativa.
b - Spetta a loro per primi educare cristianamente i figli sul piano civile, morale e, soprattutto, su quello della fede.
All’interno dell’Oratorio è possibile attuare una efficace complementarietà educativa tra genitori cristiani e comunità parrocchiale, evitando indebite ingerenze e nello stesso tempo deleghe deresponsabilizzanti.
c - In concomitanza col cammino di fede dei figli, la Parrocchia organizza incontri con i genitori
- per aiutarli a capire meglio i Sacramenti a cui i figli accedono;
- per coinvolgerli attivamente nella preparazione e nella celebrazione dei Sacramenti stessi;
- per approfondire alcuni argomenti specifici di fede;
- per condividere, approfondire e studiare problemi e questioni inerenti ai propri figli e per condividere e coordinare scelte e conquiste educative.
d - Una rappresentanza dei genitori è chiamata a far parte del Consiglio dell’Oratorio.
e - Per i genitori che svolgono attività di animazione, vale quanto affermato al punto 5.

6 - ALTRI COLLABORATORI

Nell’Oratorio prestano la loro opera anche collaboratori occasionali, legati a specifiche attività. Essi possono essere singoli o gruppi, parrocchiali e non, la cui presenza si rivela utile e preziosa.
Nello svolgimento della loro opera devono agire in conformità al Progetto Educativo, sentendosi partecipi dell’azione formativa dell’Oratorio.

7 - IL CONSIGLIO DELL’ORATORIO

a - Natura e compiti

1 - Il Consiglio dell’Oratorio (CdO) è espressione della Comunità Educativa dell’Oratorio;

1. di essa promuove le attività e le iniziative
2. le coordina, in modo che siano tra loro in armonia
3. valuta se siano conformi alla finalità generale dell’Oratorio, se siano utili o opportune e se il modo concreto della loro attuazione è in linea con la natura dell’Oratorio e la sua metodologia, così come sono indicate in questo Progetto
4. studia modi adeguati per coinvolgere, nella vita dell’Oratorio un sempre maggior numero di persone, allargando la composizione della Comunità Educativa e garantendo la continua presenza di nuovi collaboratori.

2 - Nell’attuazione di tali compiti il CdO tiene conto

1 - delle indicazioni del Consiglio Pastorale Parrocchiale
2 - dei suggerimenti e delle richieste di coloro che operano nelle varie attività dell’Oratorio e di quelle di coloro che lo frequentano
3 - delle stimolazioni che si rivelassero utili o valide, anche se provenienti da persone o da enti esterni all’ambito oratoriano o parrocchiale.

b - Funzioni del CdO

Il CdO rispecchia lo stile di vita della Chiesa, della quale è espressione. In essa, il sacerdote, in quanto pastore, è investito della responsabilità ultima delle scelte di carattere educativo e formativo e di quelle ad esse collegate. Tale responsabilità va però condivisa con coloro che, in base ad una scelta personale, radicata nel Battesimo e nella Cresima, fanno parte della Comunità Educativa dell’oratorio (la Chiesa è comunione). Questo, da parte del Sacerdote, richiede capacità di ascolto e attenta valutazione dei pareri che vengono espressi dai membri del CdO e da tutti coloro che fanno parte della Comunità Educativa, in ordine alle varie scelte e iniziative.
Ciò premesso, al CdO viene attribuita:

b1 - funzione direttiva per quanto concerne
- la gestione dei fondi a disposizione dell’Oratorio
- gli aspetti amministrativi delle diverse attività, di ognuna di esse l’amministratore dà al Consiglio puntuale e dettagliato rendiconto economico
- l’uso per fini extra oratoriani di ambienti, strumenti o sussidi dell’Oratorio
- l’acquisto di mobili, macchine e sussidi in genere
- le iniziative o attività che coinvolgono in prima persona il Consiglio stesso, in quanto tale
- ciò che attiene le specifiche competenze dei laici.
b2 - funzione consultiva o propositiva per ciò che riguarda
- la specifica competenza del sacerdote. Rientra nell’ambito di tale competenza il compito di fornire valutazioni, nel caso di urgenza, sulla validità educativa di talune iniziative.
- la specifica competenza dei singoli membri del Consiglio stesso e dei gruppi di cui sono rappresentanti.

c - Composizione e funzionamento del CdO

1 - Fanno parte del CdO:

1 - il responsabile dell’Oratorio (direttore).
2 - i rappresentanti delle eventuali associazioni presenti in Oratorio e quelli dei diversi gruppi o settori di attività (catechesi, animazione, ricreazione, sport, ecc.)
3 - i rappresentanti dei genitori.
2 – Il CdO viene convocato dal Sacerdote responsabile a scadenza mensile e/o, eventualmente, su richiesta di un terzo dei suoi componenti. La convocazione viene effettuata tramite il segretario che la notifica presentando l’ordine del giorno che egli stende secondo le indicazioni del direttore ed eventualmente di altri membri del CdO.

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