Omicidio di Willy Monteiro Duarte – Un ragazzo di 21 anni dal corpo esile e dal cuore gigante

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Essere al posto Giusto. Una riflessione di Edoardo Calizza, proposta dall’Ufficio diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro, a seguito dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte.

Roma – Edoardo Calizza

Nella notte tra il 5 e il 6 settembre un ragazzo di 21 anni esile e coraggioso, Willy Monteiro Duarte, è stato ucciso a calci e pugni da altri quattro ragazzi fisicamente molto più forti di lui di età compresa tra i 21 e i 26 anni, a Colleferro, un comune di 21000 abitanti alle porte di Roma. Willy Monteiro Duarte era intervenuto per difendere un suo amico da un pestaggio.

Ho letto diversi articoli e post che, commiserando il ragazzo ucciso, scrivevano che si era trovato “nel posto sbagliato, al momento sbagliato”. Questa affermazione mi ha colpito e fatto riflettere. La ritengo fuorviante e pericolosa. Fuorviante, perché lascia intendere che il problema è che si trovasse lì, non cosa stesse accadendo dove lui si trovava. Pericolosa, perché sembra voler dire a chi legge che in situazioni simili ciò che è meglio fare è “cambiare posto”. Penso che qui si apra un punto di riflessione importante.

Dove scegliamo di essere, quale “posto” scegliamo di occupare, di fronte alla violenza? Qual è il posto giusto, quale il posto sbagliato, da occupare di fronte alla violenza quando essa si manifesta sia in maniera contingente che strutturale? Willy Monteiro Duarte con il suo coraggio ha deciso di muoversi da un posto sicuro, lontano dal pestaggio, a uno molto meno sicuro, in mezzo al branco di violenti, per difendere il suo amico.

continua…