Occorre sempre parlare di Pace! – Santo Papa Paolo VI

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Papa Paolo VI ha indetto nel 1968 la Giornata Mondiale della Pace che si celebra ogni anno il 1° gennaio.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

PAOLO VI

PER LA CELEBRAZIONE DELLA

I GIORNATA DELLA PACE

1° GENNAIO 1968

1° GENNAIO: GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

Ci rivolgiamo a tutti gli uomini di buona volontà per esortarli a celebrare “La Giornata della Pace“, in tutto il mondo, il primo giorno dell’anno civile, 1° gennaio 1968.

(…)

 

Occorre sempre parlare di Pace!

Occorre educare il mondo ad amare la pace, a costruirla, a difenderla; e contro le rinascenti premesse della guerra (emulazioni nazionalistiche, armamenti, provocazioni rivoluzionarie, odio di razze, spirito di vendetta, ecc.) , e contro le insidie di un pacifismo tattico, che narcotizza l’avversario da abbattere, o disarma negli spiriti il senso della giustizia, del dovere e del sacrificio, occorre suscitare negli uomini del nostro tempo e delle generazioni venture il senso e l’amore della pace fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla libertà, sull’amore (cf. Giovanni XXIII, “Pacem in terris“).

La grande idea della Pace abbia, specialmente per noi seguaci di Cristo, la sua Giornata solenne, all’inizio dell’anno nuovo 1968.

Noi credenti nel Vangelo possiamo infondere in questa celebrazione un tesoro meraviglioso di idee originali e potenti: come quella dell’intangibile e universale fratellanza di tutti gli uomini, derivante dall’unica, sovrana e amabilissima Paternità di Dio, e proveniente dalla comunione che – in re vel in spe – tutti ci unisce a Cristo; ed anche dalla vocazione profetica, che nello Spirito Santo chiama il genere umano all’unità, non solo di coscienza, ma di opere e di destini.

Noi possiamo, come nessuno, parlare dell’amore del prossimo. Noi possiamo trarre dall’evangelico precetto del perdono e della misericordia fermenti rigeneratori della società.

Noi, soprattutto, Fratelli veneratissimi e Figli dilettissimi, possiamo avere un’arma singolare per la pace: la preghiera, con le sue meravigliose energie di tonificazione morale e di impetrazione, di trascendenti fattori divini, di innovazioni spirituali e politiche; e con la possibilità ch’essa offre a ciascuno di interrogarsi individualmente e sinceramente circa le radici del rancore e della violenza, che possono eventualmente trovarsi nel cuore di ognuno.

Vediamo allora d’inaugurare l’anno di grazia 1968 (anno della fede che diviene speranza) pregando per la pace; tutti, possibilmente insieme nelle nostre chiese e nelle nostre case; è ciò che per ora vi chiediamo: non manchi la voce di alcuno nel grande coro della Chiesa e del mondo invocante da Cristo, immolato per noi: dona nobis pacem.

Dal Vaticano, 8 dicembre 1967.

PAULUS PP. VI